“Visioni” (M. Malfatti, Giovane Holden, 2020)

La raccolta

Ritorna alla narrativa Marcella Malfatti con la raccolta “Visioni” (Giovane Holden, 2020). La silloge racchiude tre racconti (La porta sul sogno-Il pesciolino d’argento- La stanza dei nove specchi) il cui filo conduttore è rappresentato dalla visione, come emblema per approcciarsi con la realtà e in qualche modo trasformarlo. È in questo contatto dello sguardo con gli avvenimenti, i luoghi, le persone che il concetto di tempo si trasforma divenendo altro. Le tre storie, molto differenti fra loro, mischiano ricordi con avvenimenti presenti, concretezza del reale con lo stupore dell’immaginifico, il livello onirico con lo sguardo sveglio e vigile. Allora le visioni dei personaggi che si muovono nei tre racconti divengono il riflesso per eccellenza in cui specchiarsi per un viaggio introspettivo tra memorie e desideri. Ci sono oggetti che ricorrono nei racconti di Marcella Malfatti come ad esempio la porta, simbolo di apertura verso mondi consci e inconsci grazie a cui amplificare il senso di reale e conferire significato.

Lo stile

Marcella Malfatti si conferma una grande amante e curatrice della parola: uno stile ricercato, ma parola acuta e mai banale, rendono l’idea del piacere di scolpire il discorso proprio dell’autrice. La narrazione è scorrevole e coinvolgente, con tocchi di mistero e illusioni irrisolte che spiazzano e seducono il lettore.

Ritroviamo in questa opera tante delle passioni e delle esperienze dell’autrice, già funzionaria nell’ufficio cultura del Comune di Viareggio e curatrice per l’organizzazione del Premio Viareggio-Repaci. Troviamo la sua passione per l’insolito espressa nella raccolta “Misteri quotidiani” (2005), la sua passione per lo sguardo messo a frutto nella sua attività di pittrice e amante del cinema, troviamo soprattutto quello sguardo innamorato della vita e curioso dell’umanità che nei racconti è palpabile. Un libro capace di fare compagnia e di insegnare a guardare con sguardo diverso la nostra quotidianità.

Il libro in una frase

“Non importa quanti sono gli anni, perchè il passato è passato, e non conta la distanza dal presente purchè ne sia viva la memoria”

Erika Pucci

@Erykaluna

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