Trudy (M. Carlotto, Ed. Einaudi, 2024)

Il libro

L’ultimo romanzo di Carlotto ruota intorno al personaggio di Ludovica, nome in codice “Trudy”, giovane donna e madre, in ritiro estivo a Cesenatico per la scomparsa del marito, noto commercialista di Lecco. Il destino della protagonista si intreccia con quello di Farina, ex commissario ora dirigente di un’agenzia di sicurezza che si occupa soprattutto di “indagini non autorizzate”.

In un intreccio di storie tra Veneto, Lombardia, Emilia e Toscana, con particolare attenzione all’indotto del settore tessile della moda, Carlotto innesca un noir esplosivo per posare la lenta d’ingrandimento sulle tematiche del lavoro e della pericolosa e realistica triangolazione tra security, potere politico e imprenditoria.

Note al margine

Carlotto nel suo noir “Trudy” porta il focus sul mondo del lavoro, come ad esempio sul ruolo del sindacato in un meccanismo perverso dove potere politici e economico fanno squadra a discapito dei lavoratori. Con audacia accende domande nel lettore, pagina dopo pagina, proprio sulla rete di relazioni che intercorrono tra questi settori.

Il romanzo è articolato su un ritmo serrato e colpi di scena, ancorato in un ogni passaggio a una realtà profondamente verosimile. Ciò che colpisce è la chiara attualità che l’autore riesce a inserire nell’intreccio, con particolare riguardo su due aspetti: il lavoro e la sicurezza.

Per il primo si alternano numerose situazioni di lavoro che poco spazio trovano in letteratura: dai laboratori industriali clandestini agli operai fantasma, al mondo della prostituzione nelle sue diverse declinazioni, creando un puzzle variegato su questa emergenza sociale dai risvolti economici e politici inquietanti.

Altrettanto inquietanti sono gli aspetti della security che nel romanzo si fanno largo dai vertici della politica fino ai comuni cittadini.

Un aspetto interessante e rigenerante è offerto dal finale, affidato a una comunità femminile in cui si traccia la strada di un futuro diverso e possibile.

Nel romanzo di Carlotto non ci sono né eroi né antieroi; infatti, le storie predominano per lasciarci il messaggio racchiuso nella quarta di copertina: guardarsi sempre le spalle perché lo sviluppo del crimine ha portato a una pervasione così radicata che può riguardare tutti.

A mio avviso uno dei migliori libri del maestro del Noir Mediterraneo.

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